Riscaldamenti a cippato

Centrale termica di quartiere a Faido

Le scuole die Faido

Premessa

Le scuole di Faido, costruite nel 1980 e di proprietà del Consorzio scolastico media Leventina e del Canton Ticino, vennero dotate di un impianto di riscaldamento elettrico. I costi di esercizio di tale installazione si rivelarono però alquanto elevati a causa del fatto che l’energia elettrica ha un costo specifico maggiore rispetto alle altre fonti energetiche.
L’uso della corrente elettrica per riscaldare è inoltre poco interessante anche dal punto di vista fisico in quanto si tratta di produrre del calore a bassa temperatura partendo da una fonte pregiata, l’elettricità appunto.
Per questi motivi nel 1997 il Municipio di Faido, su mandato del Consorzio scolastico, affidava ad uno studio di ingegneria il compito di valutare tecnicamente ed economicamente la possibilità di sostituire l’elettricità con un’altra fonte di energia, convenzionale o rinnovabile.
Tale studio ha permesso di stabilire che la produzione del calore per mezzo di una caldaia a legna sarebbe stata molto interessante, sia dal profilo economico che da quello ambientale. Sulla base di tali dati e anche grazie ad altri esempi di centrali a legna nella regione, è quindi stata scelta questa variante. I lavori sono iniziati nel gennaio del 1999 e l’impianto è entrato in esercizio nell’autunno dello stesso anno.

Concetto e realizzazione

Sin dall’inizio si è optato per una soluzione che per mezzo di una rete di teleriscaldamento e sulla base di una realizzazione a tappe, permettesse di allacciare alla centrale a legna anche altri stabili di proprietà pubblica situati nelle vicinanze delle scuole. Nella prima fase sono quindi state posate tutte le condotte teletermiche, allacciando alla rete le scuole, la casa comunale e la Pretura di Leventina, situati ad un centinaio di metri di distanza. Una seconda fase prevede l’allacciamento a questa rete dei futuri magazzini comunali, degli spogliatoi della pista di ghiaccio e del rifugio pubblico. Per ottimizzare il funzionamento della caldaia a legna e ottenere un elevato numero di ore di funzionamento a pieno carico si è scelto di optare per un sistema bivalente legna- olio: la caldaia a legna assicura la copertura del fabbisogno di base, mentre quella a olio fornisce il calore per coprire le punte e le situazioni di emergenza. La nuova centrale e il relativo silo dei trucioli sono stati inseriti in una costruzione realizzata ex-novo sul lato nord delle scuole. Questo ha permesso di sfruttare al meglio il rilievo del terreno e facilita l’accesso agli autocarri che riforniscono l’impianto con la legna. Il rapido svolgimento dei lavori, condizionato anche dall’ottenimento di importanti sovvenzioni promozionali, ha richiesto dai progettisti e dalle ditte esecutrici un’importante sforzo organizzativo. Si è così giunti alla conclusione dei lavori prima della fine di giugno del 1999, mentre l’entrata in esercizio è avvenuta all’inizio dell’anno scolastico 1999-2000.

Esercizio

Durante la stagione di riscaldamento, la priorità per la produzione del calore è sempre affidata alla caldaia a legna. Quest’ultima, un prodotto dell’ultima generazione, regola automaticamente la propria potenza in funzione del fabbisogno. La presenza di un accumulatore di calore facilita la regolazione e il funzionamento a carico parziale. La caldaia a olio entra in esercizio solo in caso di una punta nel fabbisogno di calore (per es. con temperature esterne estremamente rigide) o in caso di lavori sulla caldaia a legna. In estate, durante le vacanze scolastiche, il fabbisogno di energia si riduce praticamente a zero e l’installazione è spenta.

Promozione

Il progetto ha potuto beneficiare di vari contributi finanziari, tra cui quelli concessi da Energia 2000 nell’ambito della promozione dell’energia del legno, quelli, limitati nel tempo, concessi dalla Confederazione nell’ambito del Bonus federale agli investimenti pubblici e quelli concessi dal Dipartimento del territorio del Canton Ticino.

Dati tecnici
  • Proprietari
    • Consorzio scolastico media Leventina / Cantone Ticino / Comune di Faido
  • Fabbisogno complessivo di energia
    • ca. 1'200 MWh all’anno
  • Tipo di legna utilizzata
    • cippato (trucioli) di abete, seccato all’aria
  • Fabbisogno di combustibile
    • ca. 1'400 m3 di cippato di legna all’anno e ca. 11'000 l di olio E.L. all’anno
  • Quantità equivalente di olio risparmiato grazie all’uso della legna
    • ca.113'000 l di olio E.L. all’anno
  • Caldaia a legna
    • Caldaia automatica a legna a griglia fissa Tipo Tiba-Müller MRY15-UVNOx potenza nominale 650 kW
  • Caldaia a olio
    • Tipo Ygnis, bruciatore a 2 stadi, potenza nominale 650 kW
  • Volume utile di carico del silo dei trucioli
    • 180 m3
  • Autonomia a pieno carico, con silo pieno
    • ca. 10 giorni
  • Lunghezza delle condotte di teleriscaldamento (stato 2001)
    • 1'150 m
  • Architetto
    • Studio d’architettura Muttoni e Caccia, 6760 Faido
  • Calcoli statici
    • Studio d’ingegneria Celio-Muttoni-Sciarini, 6760 Faido
  • Progettista impiantistica
    • Studio d’ingegneria Visani Rusconi Talleri SA, 6900 Lugano
  • Progettista elettrico
    • Studio elettrotecnico Augusto Solari, 6500 Bellinzona